Manifattura e componentistica
Cataloghi tecnici complessi, compratori internazionali, cicli di vendita lunghi. Qui il lavoro è di struttura e di lingua prima che di pubblicità.
Lavoro con aziende in tutta Italia, da Milano a Bergamo, da Brescia a Vicenza fino all'Emilia-Romagna, e sui mercati esteri che quelle aziende devono presidiare. Ma una parte dei progetti nasce qui, e per chi è in Piemonte la vicinanza cambia qualcosa: ci si vede, si visita lo stabilimento, si conosce chi vende. Questa pagina è per loro.
Il contesto
Il Piemonte è una regione di imprese che il proprio mestiere lo sanno fare benissimo: meccanica di precisione, automotive e componentistica, agroalimentare e vino, sanità privata, formazione tecnica. Spesso sono aziende con decenni di storia, prodotti eccellenti e clienti fedeli, e una presenza online che non racconta niente di tutto questo.
Non è disinteresse. È che per anni il mercato è arrivato attraverso la rete commerciale, le fiere e il passaparola, e questi tre canali hanno funzionato. Il problema si presenta quando il compratore cambia generazione e comincia la ricerca online, o quando un concorrente meno bravo ma più visibile entra nella selezione al posto tuo.
Cataloghi tecnici complessi, compratori internazionali, cicli di vendita lunghi. Qui il lavoro è di struttura e di lingua prima che di pubblicità.
Prodotto forte, racconto spesso generico. La difficoltà è distinguersi in una regione dove eccellenza e tradizione le dichiarano tutti.
Decisione personale e molto legata alla fiducia, con un bacino geografico preciso. La visibilità locale e le prove contano più della portata.
Pubblici diversi da convincere insieme, studenti, famiglie e imprese, con stagioni di iscrizione che non aspettano.
Perché qui
Non lavoro con le imprese piemontesi perché sono vicine. Ci lavoro perché ne conosco i vincoli reali: i budget, i tempi di decisione, il rapporto con la rete di agenti, la diffidenza sana verso chi arriva promettendo rivoluzioni. Sono gli stessi vincoli che ritrovo a Bergamo o a Sassuolo: cambia l'accento, non il problema. Qui, in più, c'è un radicamento che si è costruito in vent'anni.
Coordino e insegno nel percorso che forma i digital strategist di questa regione. Vuol dire conoscere in anticipo quali competenze entreranno nelle aziende del territorio, e quali mancano ancora.
L'osservatorio studia la digitalizzazione delle PMI italiane, con l'Università di Torino (Dipartimento di Economia e Statistica) fra i partner istituzionali. La ricerca sull'adozione dell'AI parte proprio dalle imprese piemontesi.
La struttura con cui lavoro è qui, dal 2002. Non è un ufficio di rappresentanza: è dove stanno le persone che eseguono i progetti.
La rubrica mensile su Cose Nostre, gli incontri nelle scuole con Social Warning, le iniziative del Lions Club. È il lavoro che non fattura e che mi tiene in contatto con come il digitale viene vissuto fuori dalle aziende.
Come si lavora
Le due interviste iniziali e la sessione di restituzione le faccio volentieri di persona: sono i momenti in cui si capiscono le cose che nessuno scrive in una mail. Il resto del percorso funziona benissimo da remoto, e lo stesso vale per i clienti fuori regione: la vicinanza aiuta, non è un requisito.
Dove investire, in che ordine, e con quali numeri verificare.
Area 2 Brand PositioningPerché scegliere voi, in un settore dove tutti dicono le stesse cose.
Area 3 Crescita e-commerce e nuovi mercatiVolume e margine, in Italia e sui mercati esteri.
Area 4 Misurazione e decisioniQuali numeri guardare e quali smettere di guardare.
Area 5 Visibilità fra ricerca e AIRestare trovabili mentre cambia il modo di cercare.
Un caso del territorio
Un centro medico specialistico privato in un bacino metropolitano competitivo, con una presenza online che non rifletteva il livello clinico. Nuovo sito, SEO locale, valorizzazione dei profili dei professionisti, contenuti allineati a come i pazienti cercano davvero.
Risultato: +82% richieste di contatto dal sito, +227% di visibilità sulla ricerca "poliambulatorio Torino", +44% di ritorno dei pazienti. Progetto di GBS Web, dal 2024.
Domande frequenti
Guardate tre cose, in quest'ordine: se vi fa domande sul business prima di parlare di strumenti; se i risultati che mostra sono verificabili e datati o solo raccontati; e chi esegue materialmente il lavoro dopo la consulenza. La terza è quella che quasi nessuno chiede, ed è quella che determina se il piano diventerà realtà.
No, e da tempo. Negli anni i progetti si sono distribuiti lungo l'asse che va dal Piemonte al Veneto e scende in Emilia: beauty a Milano, componentistica elettrica a Bergamo, cosmetica in Emilia-Romagna, macchine industriali fra Brescia e Vicenza, oltre ai mercati esteri di quelle stesse aziende. La prossimità aiuta nelle fasi di ascolto e di restituzione; il resto funziona ovunque.
Dipende meno dalla dimensione e più dal fatto che ci sia una decisione da prendere. Se l'azienda deve scegliere dove investire nei prossimi dodici mesi, un'analisi che orienta quella scelta si ripaga. Se invece serve solo qualcuno che gestisca delle campagne, è più sensato parlare direttamente con il team.
Contatti
Se la vostra azienda è nel raggio di un'ora da Torino, ci si vede volentieri. Altrimenti si fa lo stesso lavoro in videochiamata: quello che conta è arrivare con un obiettivo in testa.
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