Luca AlberigoCEO GBS Web · GBS Group Parliamone

Crescita e-commerce e nuovi mercatiSe il canale digitale può portare volume e margine, e a quali condizioni.

Aprire un canale di vendita online è facile. Farlo diventare un canale che guadagna, regge i picchi e non erode la rete esistente è un'altra cosa, ed è una decisione che riguarda il modello di business prima della piattaforma.

Il problema

Il fatturato online non è ancora un risultato

Molti progetti di commercio elettronico vengono giudicati sul fatturato generato. È l'indicatore più rassicurante e il meno utile: dice quanto è entrato, non quanto è rimasto. Fra sconti, spedizioni, resi, commissioni di piattaforma e costo di acquisizione del cliente, un canale può crescere in volume e peggiorare il conto economico.

La seconda domanda che quasi nessuno si pone all'inizio riguarda il rapporto con quello che già esiste: agenti, rivenditori, negozi. Un canale diretto che entra in conflitto con la rete non fa crescere niente: sposta soltanto il fatturato da una parte all'altra, e di solito costa più di quanto porta.

Domanda aperta

Quanto costa acquisire un cliente

E quanto vale nel tempo. Senza questi due numeri, ogni decisione sul budget pubblicitario è una scommessa.

Domanda aperta

Che margine resta davvero

Dopo sconti, logistica, resi e commissioni. È il calcolo che decide se il canale va spinto o ridimensionato.

Domanda aperta

Che effetto ha sulla rete

Il canale diretto convive con agenti e rivenditori, oppure li sostituisce? Va deciso prima, non scoperto dopo.

Domanda aperta

Quali mercati per primi

All'estero le variabili cambiano: logistica, pagamenti, resi, fiscalità, abitudini d'acquisto, concorrenza locale.

Il metodo

Prima i conti, poi la piattaforma

Anche qui si parte dall'analisi con cui apriamo ogni progetto strutturato, il GBS SmartAudit, con un'attenzione specifica ai numeri della vendita. Al kick-off raccogliamo i dati che l'azienda già possiede: CRM, storico ordini, marginalità per linea di prodotto, resi, esperienze digitali precedenti. È da lì che si capisce se il canale ha spazio, e quale.

Modello di vendita

Diretto, marketplace, distributori, o una combinazione. Ogni scelta ha conseguenze diverse su margine, controllo del cliente e velocità di ingresso: si decide con i numeri davanti, non per moda.

Unit economics

Costo di acquisizione, valore del cliente nel tempo, margine per ordine, soglia di ordini sotto la quale il canale non si ripaga. Sono i numeri che dicono quanto si può investire in pubblicità senza illudersi.

Assortimento e prezzo

Che cosa portare online e che cosa no, con quale politica di prezzo rispetto agli altri canali. È la scelta che protegge la rete esistente invece di metterla contro.

Mercati e priorità

Quali paesi per primi, sulla base di domanda reale, concorrenza locale, costo di spedizione e complessità di reso, non sulla base di dove si parla la lingua più comoda.

Piano di crescita

Che cosa fare nei primi novanta giorni, con quali indicatori di verifica e quali soglie oltre le quali conviene accelerare o fermarsi.

Poi l'esecuzione

Piattaforma, campagne, contenuti e integrazioni sono lavoro quotidiano del team di GBS Web, con lo sviluppo del gruppo dove serve. Io resto sui passaggi di verifica: performance, marginalità, correzione di rotta.

Per chi non è adatto

Quando conviene dirselo prima

Il commercio elettronico non è una soluzione universale, e in alcune situazioni è il problema sbagliato da risolvere.

01

Chi ha un margine troppo sottile

Se il margine per ordine non regge il costo di acquisizione e di spedizione, nessuna ottimizzazione lo salva: prima va rivisto il prodotto o il prezzo.

02

Chi non può gestire la logistica

Tempi di consegna e gestione dei resi determinano la reputazione più di qualunque campagna. Se la struttura non regge, il canale amplifica un problema.

03

Chi vuole online tutto e subito

Aprire cinque mercati insieme significa sbagliarli tutti allo stesso tempo, senza capire perché.

Domande frequenti

Quello che mi viene chiesto

Conviene vendere sul nostro sito o sui marketplace?

Dipende da che cosa vi serve di più: un marketplace porta domanda già esistente ma trattiene il rapporto con il cliente e comprime il margine; il canale diretto costa di più all'inizio e vi lascia i dati, la relazione e la libertà di prezzo. Molte aziende usano entrambi, con assortimenti diversi, ma è una scelta da fare, non da subire.

Il canale online ci mette in conflitto con i rivenditori?

Solo se lo progettate senza di loro. Assortimento dedicato, politiche di prezzo coerenti e in certi casi un ruolo attivo della rete nella consegna sono tutti modi per far convivere i canali. È una delle prime cose che affrontiamo, perché a piattaforma già avviata diventa una trattativa e non più una scelta.

Quanto bisogna investire in pubblicità per far partire un e-commerce?

La domanda giusta è un'altra: quanto potete permettervi di spendere per acquisire un cliente, dati il vostro margine e il valore che quel cliente ha nel tempo. Da lì si ricava il budget sostenibile. Partire dalla cifra, e poi sperare che i conti tornino, è il modo più comune di bruciare i primi mesi.

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Come si comincia

Partiamo dai vostri numeri

Bastano il margine per linea di prodotto, lo storico ordini e un'idea dei mercati che vi interessano. In una conversazione si capisce se il canale ha spazio, quale modello ha senso e che cosa va sistemato prima di investire.

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