Luca AlberigoCEO GBS Web · GBS Group Parliamone

ApprofondimentiQuello che penso, prima che diventi una consulenza.

Scrivo ogni due settimane di marketing, commercio elettronico, AI e imprese, senza slogan e senza panico. Qui trovi la sintesi di ogni pezzo, con la tesi e il dato centrale; l'articolo completo, con l'argomentazione per esteso, resta sul mio Substack.

Visibilità

Ricerca, AI e la fine dell'elenco di link

Il cambiamento più profondo degli ultimi due anni, e quello che le imprese stanno sottovalutando di più. Collegato alla pagina Visibilità fra ricerca e AI.

Febbraio 2026
Substack

Un framework ibrido per passare da SEO a GEO senza buttare via la SEO

La ricerca si sta spostando da un modello a elenco, i dieci link blu, a un modello a risposta: un'interfaccia genera una sintesi e solo dopo propone collegamenti. Google ha formalizzato la direzione con gli AI Overviews e con le modalità conversazionali, che compongono la risposta interrogando più sotto-temi e selezionando dinamicamente le pagine di supporto. Questo dettaglio conta: se la risposta nasce da molte interrogazioni e da una selezione mobile, la visibilità smette di essere una classifica di posizioni.

Le conseguenze si vedono nei numeri. In presenza di AI Overviews il tasso di clic organico si contrae pesantemente, e una quota maggioritaria delle ricerche si chiude già senza alcun clic verso il web aperto. Per un'impresa il cambio di prospettiva è netto: la porta d'ingresso non è più una pagina di risultati, ma un intermediario che naviga, seleziona, sintetizza e decide chi citare. La domanda da farsi non è più soltanto se il sito è indicizzabile, ma come un sistema generativo lo capisce e con quale probabilità lo userà.

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Gennaio 2026
Substack

Non è Google che è cambiato. Siamo noi che non cerchiamo più allo stesso modo

Per anni farsi trovare ha voluto dire comparire in una lista, possibilmente nei primi tre posti. Oggi la ricerca non è più una lista: è una risposta. E non è un aggiornamento dell'algoritmo, è un cambio di paradigma: le persone non cercano link, chiedono spiegazioni; non vogliono siti da visitare, vogliono decisioni da prendere.

Il punto non è che arriva meno traffico, ma che tipo di traffico arriva: chi clicca dopo aver letto una risposta generata è già informato, ha già confrontato le alternative, ha già maturato un'opinione. Nel B2B l'effetto è ancora più netto, perché molti buyer usano l'AI come primo filtro: se il tuo marchio non compare nella risposta non perdi un clic, non entri proprio nella selezione. E non lo saprai mai. Tradotto per un imprenditore: non vince chi grida di più, ma chi spiega meglio. Il sito smette di essere una vetrina e diventa una fonte.

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Gennaio 2026
Substack

Il ristorante "migliore" (ma per chi?)

Apri Maps, scrivi "ristorante", scorri due secondi e scegli uno dei primi tre. Non hai deciso davvero da solo: hai seguito un suggerimento. Uno studio pubblicato nel gennaio 2026 su Machine Learning di Springer Nature, firmato da tre ricercatori italiani fra CNR e Scuola Normale di Pisa, modella proprio questo: il ciclo di auto-rinforzo dei sistemi di raccomandazione basati sulla posizione.

Il meccanismo è banale e per questo pericoloso. L'app suggerisce un locale sulla base di quello che è successo prima; tu ci vai; la tua visita diventa un nuovo dato; il suggerimento si rafforza. Il passaparola umano è disordinato e capriccioso, si spegne e si riaccende; qui invece c'è un megafono stabile e instancabile. Chi entra nel giro tende a restarci, chi resta fuori tende a sparire dalla vista collettiva anche se meriterebbe. Lo studio osserva il fenomeno in città diversissime come New York e Tokyo: non è un problema locale, è una conseguenza della logica del suggerimento. Per chi ha un'attività sul territorio, è il motivo per cui la visibilità nei sistemi di raccomandazione non è un dettaglio tecnico.

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Misurazione

Numeri che rassicurano e numeri che servono

Collegato alla pagina Misurazione e decisioni.

Luglio 2026
Substack

Il report parla di tutto, tranne che di valore

C'è una scena che molte PMI conoscono bene. Arriva il report mensile: grafici, percentuali, confronti con il mese precedente, frecce verso l'alto. Il traffico è cresciuto, le impression sono aumentate, il costo per clic è sceso. Fin qui tutto bene. Poi arriva la domanda che nessuna dashboard sa risolvere da sola: tutto questo che cosa ha cambiato per l'azienda?

Negli ultimi anni abbiamo ripetuto fino allo sfinimento che il digitale è misurabile. È vero, ma ha prodotto un equivoco pericoloso: pensare che avere molti dati significhi automaticamente capire meglio. Un'impresa può avere Analytics, Search Console, Meta Business Suite, un CRM, una dashboard e un foglio di calcolo pieno di formule, e comunque non sapere se il proprio marketing stia funzionando. Non perché manchino i dati, ma perché manca il collegamento fra quei dati e le decisioni di business. Il problema non è misurare di più: è misurare meglio.

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Giugno 2026
Substack

Una campagna può funzionare. E non servire a niente

Lunedì mattina arriva la mail: "Campagna pronta per l'approvazione". Dentro ci sono budget, creatività, parole chiave, pagina di atterraggio. Tutto ordinato. A quel punto in molte aziende la domanda diventa "quanto costa" o "quando parte". Ne manca una prima: per cosa la stiamo facendo?

Una campagna può essere fatta bene e servire a poco. Può portare clic, traffico, perfino qualche contatto, e far scrivere nel report che i numeri sono positivi, senza aiutare l'azienda a crescere. Non perché lo strumento non funzioni, ma perché nessuno ha chiarito prima quale decisione di business quella campagna dovrebbe servire. Cercare nuovi clienti, verificare se esiste domanda, sostenere la rete commerciale, presidiare una categoria, recuperare chi ha già visitato il sito: sono obiettivi diversi, e cambiano budget, messaggi, pagine e metriche. "Sta andando bene" non significa nulla se prima non abbiamo deciso che cosa vuol dire bene.

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Posizionamento

Reputazione, racconto e quello che regge nel tempo

Collegato alla pagina Brand Positioning.

Maggio 2026
Substack

Siamo arrivati alla fine del marketing, per come lo abbiamo fatto fino a oggi?

Certe notizie sembrano aggiornamenti tecnici per addetti ai lavori. Poi le guardi meglio e ti accorgi che non sono una funzione: sono un'infrastruttura. È il caso dell'ecosistema di acquisto agentico presentato da Google: carrello universale, protocollo di commercio, protocollo di pagamento per agenti. Non un carrello dentro un sito: un carrello sopra i siti, che raccoglie prodotti incontrati nella ricerca, in una mail, in un video, e li tiene in un unico spazio dove un sistema può confrontare prezzi, disponibilità e alternative.

Il punto non è il carrello. È il passaggio da un web in cui la persona cerca, valuta e compra a un web in cui sistemi agentici cercano, valutano e in alcuni casi comprano al posto nostro. Mentre discutiamo se il funnel vada disegnato a imbuto, a clessidra o a volano, qualcuno sta riscrivendo il terreno sotto i piedi. Per i marchi significa due obblighi insieme: restare memorabili per le persone e diventare leggibili per gli agenti.

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Aprile 2026
Substack

Il Paese che premia chi racconta meglio

Green Pea chiude i negozi e si trasforma in spazio per eventi e uffici. Fine di una fase, tutto legittimo. Ma sotto quella notizia c'è una distanza che vale la pena guardare: quella fra ciò che viene raccontato e ciò che regge nel tempo.

In Italia abbiamo sviluppato una fascinazione per l'imprenditore narrativo: quello che sa spiegare il proprio successo meglio di quanto riesca a dimostrarlo nei numeri. Non è un difetto individuale, è una competenza. Il problema nasce quando il sistema comincia a premiare quella competenza più della capacità di costruire valore. Negli stessi anni in cui certi progetti venivano celebrati come esempi di visione e innovazione, un altro pezzo di Paese faceva un lavoro molto meno raccontabile: far funzionare le cose. Senza storytelling, senza palchi, senza trasformare ogni decisione in una narrazione.

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Marzo 2026
Substack

La fisica della reputazione: quando il personal brand inciampa

I social seguono una legge non scritta che somiglia al principio di conservazione dell'energia applicato all'ego: nulla si crea, nulla si distrugge e nulla si può cancellare, quando sbagli la narrazione. Ti danno tutto velocemente, e con la stessa velocità presentano il conto quando qualcosa mina le fondamenta del posizionamento.

Il pezzo mette in fila tre casi diversi per esito: un impero reputazionale che fatica a ritrovare una quadra dopo l'incoerenza fra il proposito dichiarato e la pratica commerciale; un marchio giovane che ne esce meglio del previsto, protetto da un posizionamento abbastanza solido da fare da ammortizzatore; e un divulgatore molto amato travolto da un'accusa sulle metriche. La differenza fra chi cade e chi regge non è la gravità dell'accusa: è quanto era solido il posizionamento prima che arrivasse.

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Vendita

Commercio, canali e margini

Collegato alla pagina Crescita e-commerce e nuovi mercati.

Agosto 2026
Substack

Il canale non è tuo

In Italia non capita quasi mai che un imprenditore si sieda a raccontare, riga per riga, che cosa non ha funzionato in un anno andato male: la formula abituale è "fase di riposizionamento strategico", due parole sul contesto macroeconomico, avanti il prossimo. Cristina Fogazzi ha fatto il contrario, e quell'onestà merita di essere presa sul serio, perché permette di leggere un caso mentre è ancora aperto.

I numeri depositati: 64,4 milioni di ricavi contro i 74,1 dell'anno precedente, risultato netto negativo per circa tre milioni dopo due anni chiusi in utile. Dentro quel meno 13% ci sono due movimenti opposti. L'online, che pesava il 70% del fatturato, perde il 22%; i negozi fisici, dieci aperti in un anno, cominciano a portare ricavi. È il punto che interessa a chiunque venda online: quando il canale che ti ha fatto crescere non è tuo, la crescita non è mai del tutto sotto controllo.

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Aprile 2026
Substack

Il negozio è morto. Viva il negoziante!

Il problema è documentato: desertificazione commerciale, margini compressi, concorrenza della grande distribuzione e del commercio elettronico, costi fissi che non perdonano. In Italia sono spariti circa 156.000 negozi fra il 2012 e il 2025, con il 2024 anno record negativo secondo Confesercenti. Eppure, nello stesso perimetro, cresce un'altra cosa: l'economia dei creatori, +185% secondo InfoCamere e Università di Padova, con un riconoscimento formale anche nei codici di attività dal 2025.

Il cambio di paradigma è semplice da dire e difficile da eseguire: non vendi più solo prodotti, vendi accesso, competenza, processo. Il negoziante diventa mezzo di comunicazione, la bottega diventa set, il contenuto non è pubblicità ma produzione. Metterci la faccia non è narcisismo: è riduzione dell'asimmetria informativa. Vedo chi sei, vedo come lavori, capisco perché dovrei fidarmi. E la fiducia, in un mercato saturo di offerta, è la vera valuta.

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Cultura digitale

L'AI, le imprese e le persone

I temi su cui lavorano l'osservatorio, i libri e la rubrica mensile su Cose Nostre.

Giugno 2026
Substack

L'ottimismo artificiale e la fatica di restare umani

Il cambio di tono dei grandi protagonisti dell'intelligenza artificiale merita attenzione. Dopo anni in cui ci è stato spiegato che avrebbe travolto il lavoro e riscritto l'economia, ora il registro si fa rassicurante: nessuna apocalisse occupazionale, sarà soprattutto uno strumento di produttività. È una narrazione nuova solo in apparenza: è una narrazione che cambia funzione. Quando serviva attrarre capitali e attenzione politica era utile dire che tutto sarebbe cambiato; ora che il timore pubblico e il rischio regolatorio sono alti, è utile dire che non c'è nulla da temere.

Il punto non è stabilire se gli ottimisti abbiano torto, ma capire da quale posizione parlano. E la realtà è più ambigua: l'AI non si sta imponendo come una minaccia, si sta imponendo come un sollievo. Non ci chiede di rinunciare a qualcosa, promette di alleggerirci. Ed è proprio questo il suo tratto più potente, ed è anche il motivo per cui va governata invece che subita.

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Febbraio 2026
Substack · OICE

PMI piemontesi nell'era dell'AI: consapevoli, ma non ancora trasformate

La ricerca dell'Osservatorio Italiano Commercio Elettronico, realizzata con il supporto dell'Università degli Studi di Torino, prova a misurare non l'entusiasmo verso l'intelligenza artificiale ma la capacità concreta delle imprese di integrarla nei processi. Il quadro è meno euforico e più realistico: l'interesse è alto, l'utilizzo è diffuso, la trasformazione è ancora incompleta.

Il vero divario digitale oggi non è infrastrutturale ma culturale. Molti imprenditori usano già gli assistenti generativi, ma in modo prevalentemente tattico: scrivere documenti, supportare la comunicazione, velocizzare attività operative. La prontezza vera richiede altro: riprogettare i processi e integrare l'AI come infrastruttura organizzativa, non come strumento accessorio. È la distanza fra usare uno strumento e cambiare un modo di lavorare.

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Qui confluiranno anche gli articoli storici del blog, con i loro indirizzi originali reindirizzati. I pezzi nuovi verranno invece pubblicati prima qui e poi ripresi su Substack.

Archivio

Dal blog, fra il 2022 e il 2024

Dieci pezzi del vecchio blog che continuano a reggere: commercio locale, recensioni, analisi prima della strategia, ecologia del web. Sono qui integralmente, ai loro nuovi indirizzi.

12 gennaio 2024
Archivio

È davvero arrivata la fine degli influencer?

Risposta breve: dipende da cosa intendiamo con "influencer". In questi giorni è tornata alla ribalta un’intervista che Seth Godin aveva rilasciato nel 2021 a Il Sole 24 Ore. In questa intervista Seth Godin aveva…

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5 gennaio 2024
Archivio

Il significato profondo che si cela dietro un acquisto

Secondo Seth Godin, autore ed imprenditore che ha rivoluzionato il marketing moderno, le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni , storie e magia . Tengo sempre a mente questa perla di saggezza perché…

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22 dicembre 2023
Archivio

Marketing nei saldi invernali: come generare urgenza e spingere le vendite dopo le feste

Gli sforzi maggiori per chi gestisce un e-commerce si concentrano statisticamente sull'ultimo trimestre dell'anno. Il black friday è ormai entrato nelle nostre abitudini di consumo e il Natale, subito dopo, creano una…

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24 novembre 2023
Archivio

La strategia phygital di Prada: "Fragili ma forti, effimeri e insieme eterni”

In occasione della fashion week in Europa nasce “ In conversation with a flower ” : la campagna di promozione della nuova linea autunno/inverno 23-24 di Prada. La campagna fotografica ritrae diverse star del cinema di…

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23 dicembre 2022
Archivio

Non c'è digital che tenga senza analisi

Per noi di GBS, ormai è un mantra interiorizzato da anni: a monte di ogni progetto, prima di impostare una digital strategy, dobbiamo avere ben chiaro ciò che abbiamo e ciò che vogliamo raggiungere. D'altronde, come si…

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11 ottobre 2022
Archivio

Siamo sempre più isole!

Da una parte, algoritmi sempre più sofisticati ci forniscono ciò che vogliamo (anche quando non ne siamo coscienti). Il video giusto su Youtube, il contenuto giusto nella nostra echo-room su Facebook, la fotografia…

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11 ottobre 2022
Archivio

Quanto influiscono le recensioni sulle vendite?

Quanto influiscono le recensioni sulle vendite? Secondo i dati dell’ OICE - Osservatorio italiano per il commercio elettronico PMI il 43,8% delle persone prima di acquistare un prodotto cerca le recensioni online. È un…

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11 ottobre 2022
Archivio

Il concetto di ecologia del web

È stata una bella esperienza! La scorsa settimana ho voluto portare ai microimprenditori de #laspadelbusiness il concetto di ecologia del web che esprimo nel mio libro e che sottende a tutta la mia attività da oltre 20…

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21 giugno 2022
Archivio

Si fa presto a dire "commercio locale"

Nel corso del mese di aprile, attraverso Facebook, ho avviato una ricerca sulla percezione del commercio locale, sulle attese dei consumatori e sulle differenze sostanziali tra negozi, supermercati e e-commerce. Il…

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9 giugno 2022
Archivio

La regola del picco - fine

Qualche giorno fa sono andato a fare colazione con mio figlio in un bar in cui non vado spessissimo. Il ragazzo al bancone mi ha salutato chiamandomi per nome (lo ricordava dai pagamenti con satispay) e, molto…

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