In occasione della fashion week in Europa nasce “In conversation with a flower”: la campagna di promozione della nuova linea autunno/inverno 23-24 di Prada.
La campagna fotografica ritrae diverse star del cinema di fama mondiale, impegnate in una conversazione paradossale con gigantografie floreali per celebrare tre emozioni universali ed eterne: bellezza, cura e amore.
Il dialogo visivo e gli sguardi espressivi intrattenuti dalle due parti incarnano a pieno la sinergia tra l’universo floreale e l’esistenza umana: entrambe le dimensioni fragili, ma temprate dalle intemperie dell’ambiente esterno, ambedue caduche ma eterne ed in perenne moto.
I profumi colorati di Milano
In parallelo alla campagna fotografica di Willy Vanderperre, Milano e altre città internazionali, diventano teatro di un’iniziativa supportiva di questo magnifico messaggio di propagazione: dal 14 al 16 settembre, tramite appositi chioschi di fiori brandizzati Prada, è stato possibile ritirare confezioni contenenti semi di calendule, margherite e girasoli pronti per la fioritura.
Insieme a questa box, gli utenti hanno avuto la possibilità di accedere al catalogo, e godere di contenuti esclusivi.
Il format ha avuto anche la sua eco digitale plasmando un filtro dedicato alla campagna, su Instagram, TikTok, Snapchat, WeChat per motivare gli utenti ad arricchire i propri contenuti con i fiori colorati di Prada.

Intorno a noi, tutti i giorni
“In soli tre giorni sono state consegnate quasi 35.000 confezioni” ha commentato Raffaele Bifulco, co-founder dell’agenzia che ha diretto questa campagna.
Ma questo cosa ci dimostra?
La separazione netta tra il mondo digitale e quello fisico sta gradualmente scomparendo.
Viviamo in un mercato dove i brand progettano strategie in grado di accompagnare e stimolare le nostre vite quotidianamente, da direzioni diverse, creando un nuovo eco-sistema “on-life” dai confini sempre più sfumati.
In questo senso interazione, coinvolgimento e sinergia diventano fondamentali.
L’approccio phygital adottato da Prada combina elementi fisici; protagonisti dell’effervescenza e della condivisione tipica dell’in-store experience, con elementi digitali; che amplificano la portata della campagna e aggiungono un senso di unicità e personalizzazione.
La sinergia tra queste due dimensioni ha permesso ai consumatori di interagire con il brand sia nel mondo reale che in quello virtuale e ha permesso al marchio di connettersi con i suoi attuali consumatori in modo più profondo; raggiungendo chi invece era solo attirato dal profumo floreale e dalle code chilometriche in piazza.
In conclusione ora è certo che, attraverso l’integrazione di tecnologie digitali ed esperienze offline, è possibile generare strategie di marketing memorabili e inciderle saldamente nella mente dei consumatori.
In questo modo ne gioveranno brand identity e ritorno sugli investimenti di marketing.
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